Pos obbligatorio dal 30 giugno ma non ci sono sanzioni

Obbligatorio, ma senza sanzioni. Il 30 giugno è scattato l’obbligo per i professionisti di accettare pagamento con il Pos per importi superiori ai 30 euro ma il vero paradosso è che non sono previste sanzioni per chi non rispetta l’obbligo di dotarsi della “macchinetta” che permette di pagare con bancomat e carta di credito. Come previsto, senza sanzioni le adesioni sono poche, a tutto svantaggio dei consumatori.

Infatti dissuadere dal pagamento in contante renderebbe la vita difficile a chi vuole evadere, rendendo tracciabili una parte sempre maggiore dei flussi di denaro, e offrirebbe un servizio in più ai cittadini.

Molte sono state le proteste contro la normativa da parte dei professionisti, ad esempio, avevano protestato gli architetti, ma lo scorso maggio il Tar ha rigettato l’istanza presentata dal Consiglio nazionale degli architetti. Il motivo? L’elevato costo nell’installazione di questo servizio che può oscillare tra i 1.183 e i 1.240 euro all’anno. Tuttavia non si tiene in considerazione la possibilità di usufruire di specifiche convenzioni previste dal decreto dello Sviluppo economico, il 51 del 14 febbraio scorso, che entra in vigore a fine luglio.

Per molte associazioni la soluzione potrebbe essere quella di far ottenere ai commercianti i Pos in comodato d’uso gratuito o con canoni e commissioni contenuti per aiutare soprattutto le piccole imprese a sostenere i costi delle commissioni. Ci si aspetta insomma una seria applicazione della norma che permetta di far emergere la ricchezza sommersa del nostro Paese e che comporti, attraverso la diffusione di questo sistema di pagamento, un risparmio notevole anche nella produzione e circolazione delle banconote che, secondo i dati della Banca d’Italia, ci costano ben 8 miliardi di euro ogni anno.