Lavoratori stagionali: nuove regole dall’UE

Offerta di un contratto, disponibilità di un alloggio, parità di trattamento, sono queste le novità della nuova Direttiva approvata a febbraio dal Parlamento Europeo e che punta a migliorare le condizioni lavorative degli oltre 100mila lavoratori stagionali che ogni anno entrano in uno dei Paesi dell’Europa.

Sono lavoratori stagionali tutti coloro che, contratto alla mano o offerta vincolante di lavoro, hanno la possibilità di entrare in uno dei Paesi europei per un periodo compreso tra i 5 e i 9 mesi, durante i quali possono estendere il proprio contratto o cambiare del tutto datore di lavoro.

Le condizioni per entrare sono chiare e definite, ma la novità sta nei diritti che adesso devono essere totalmente riconosciuti ai dipendenti, pena pesanti sanzioni e addirittura il divieto di impiegare lavoratori stagionali in futuro. Innanzitutto il lavoratore deve disporre di un alloggio adeguato, nel caso in cui sia il datore di lavoro stesso a fornirlo, l’affitto deve avere un costo accessibile o deve essere detratto direttamente dallo stipendio, inoltre dovrà essere garantita la parità di trattamento per quanto riguarda l’età minima lavorativa, la retribuzione, il licenziamento, l’orario di lavoro, le ferie, la copertura sanitaria e la sicurezza.

Le nuove norme consentono il rispetto dei lavoratori ma soprattutto agevolano il reingresso degli stagionali stranieri: infatti attraverso un unico atto amministrativo è consentito il rilascio di diversi permessi di lavoro stagionali e di conseguenza l’accelerazione delle pratiche burocratiche.

Buone notizie per tutti coloro che hanno scelto l’Italia, il nostro Paese è impegnato su questo fronte già da qualche anno e per una volta possiamo dire di essere davvero all’avanguardia rispetto ai vicini europei che avranno invece circa due anni di tempo per recepire appieno la Direttiva. In Italia infatti il “testo unico sull’immigrazione” prevede per gli stagionali tutti i principali punti approvati a Strasburgo.

Si spera quindi che la Direttiva dia nuova forza alle norme in materia consentendo quella flessibilità e quella tutela dei diritti che per molto tempo sembravano costituire una barriera invalicabile.